Paolo Fidanzi
Gli ulivi blu (25)
Anno 2019
Olio su cartoncino telato, cm. 30×40
Paolo Fidanzi nasce a Pomarance nel 1957 e vive e lavora a Volterra. Medico, psicologo e psicoterapeuta, ha sempre intrecciato la pratica clinica con un’intensa attività culturale, muovendosi tra poesia, pittura e riflessione sul sociale. Dagli anni Ottanta è protagonista del dibattito poetico italiano, fondatore di riviste e promotore di progetti editoriali che hanno dato voce a generazioni di autori. L’approdo alla pittura è un’estensione naturale di questo percorso: un altro modo di indagare l’umano, di ascoltarne le fragilità, di restituirne la complessità. La sua pittura non descrive: concentra, ascolta, rivela.
In questo orizzonte nasce il ciclo degli Ulivi in Blu, di cui Ulivi in blu 25 è una delle espressioni più limpide. Gli ulivi di Fidanzi non sono mai semplici alberi: sono catalizzatori di luce, strutture emotive, presenze che dividono e uniscono la terra toscana. Chi conosce davvero l’olivo — la sua pelle argentea, il suo verde che non è verde, il suo tronco che sembra brillare — riconosce subito la verità di queste tele. Fidanzi non dipinge il colore dell’olivo: dipinge il suo non‑colore, quella vibrazione sospesa che nelle foglie diventa argento e nel quadro si traduce in blu.
Il blu non è un artificio, ma la traduzione poetica di una percezione reale. È il modo in cui l’olivo riflette il cielo, la luce, la polvere, il vento. È la sua natura di essere intermedio, mai pienamente vegetale, mai pienamente minerale: un essere che vive tra terra e aria. La struttura degli alberi è fedele alla tradizione toscana della potatura “a vaso fiorentino”, che lascia gli ulivi bassi, aperti, con i rami disposti in cerchio e il centro vuoto per far circolare l’aria. Fidanzi la conosce, la rispetta, la trasforma in ritmo pittorico: curve libere ma ordinate, linee sinuose ma impostate, un equilibrio tra natura e gesto umano.
Nel dipinto, il paesaggio circostante è un continuo dialogo: terra ocra e brulla, campi verdi e teneri, cieli chiari. L’olivo diventa il punto di incontro, il mediatore, il luogo in cui tutto si concentra. È ciò che permette alla terra e al cielo di parlarsi. E proprio perché questa terra non stanca mai, Fidanzi può crearne mille declinazioni: simili, ma tutte diverse. Ulivi in blu 25 è una di queste variazioni: un modo nuovo di ascoltare la luce, di attraversare la collina, di sentire il respiro degli alberi.
Maria Teresa Majoli







