Paolo Fidanzi
Gli ulivi blu (26)
Anno 2019
Olio su cartoncino telato, cm. 20×25
Paolo Fidanzi nasce a Pomarance nel 1957 e vive e lavora a Volterra. La sua formazione di medico, psicologo e psicoterapeuta attraversa ogni gesto della sua ricerca artistica: un percorso che unisce cura, ascolto e una profonda attenzione per l’umano. Fin dagli anni Ottanta è figura attiva nella scena poetica italiana, animatore di riviste e progetti culturali che hanno accompagnato intere generazioni di autori. La pittura arriva come naturale estensione di questo cammino: un altro linguaggio per interrogare la fragilità, per dare forma alle tensioni interiori, per trasformare l’esperienza in visione.
Nel ciclo degli Ulivi in Blu, di cui Ulivi in blu 26 è una variante luminosa, l’olivo diventa una presenza che catalizza la luce e organizza il paesaggio. Le chiome, qui più chiare e vicine al lavanda, non sono un’invenzione decorativa: sono la traduzione pittorica di quel “non colore” che caratterizza davvero l’olivo toscano. Le foglie, nella realtà, oscillano tra argento, grigio e riflessi azzurri. Fidanzi coglie questa ambiguità e la porta nel quadro attraverso un blu che si apre, che respira, che vibra come una superficie d’aria.
La struttura degli alberi rimanda alla potatura “a vaso fiorentino”: tronchi bassi, rami aperti, un centro vuoto che lascia circolare la luce. Questa forma, così tipica della campagna toscana, diventa nel dipinto un ritmo visivo: linee morbide ma ordinate, curve che si intrecciano senza rigidità. L’ulivo è insieme natura e architettura, spontaneità e gesto umano.
Il paesaggio circostante è più ampio rispetto ad altre opere del ciclo. I campi gialli e verdi si distendono in piani successivi, mentre le colline lontane sfumano in toni azzurri e grigi. Il cielo, leggermente velato, amplifica la sensazione di respiro. In questa composizione, l’ulivo non è solo un punto di incontro tra cielo e terra: è un ponte di luce, un elemento che tiene insieme le diverse profondità del paesaggio.
In Ulivi in blu 26 si riconosce la poetica di Fidanzi: una pittura che nasce da una matrice poetica e psicologica, capace di trasformare il paesaggio in un luogo interiore. Ogni ulivo è simile agli altri, eppure irripetibile. Ogni variazione di blu è un modo diverso di ascoltare la collina, di sentire il respiro della terra, di restituire la luce che la attraversa.
Maria Teresa Majoli







