Paolo Fidanzi
Le balze
Anno 2019
Olio su cartoncino telato, cm. 30×20
Le Balze sono uno dei paesaggi più emblematici della Toscana interna: un territorio in cui la terra si apre in scarpate, terrazze, fratture, fasce di colore che mutano con la luce e con le stagioni. Ocra, gialli intensi, bruni caldi, grigi polverosi: ogni piano ha una sua voce, una sua temperatura, una sua memoria. È un paesaggio naturale che, nel corso dei secoli, è diventato anche paesaggio agrario, modellato dall’uomo, inciso dal lavoro, trasformato dalla coltivazione. Eppure, in questo dialogo continuo, non si distingue più ciò che è opera della natura e ciò che è opera dell’uomo. Le Balze sono un luogo in cui il tempo geologico e il tempo umano si intrecciano fino a diventare un’unica storia.
Paolo Fidanzi guarda questo paesaggio con un’attenzione che nasce dalla sua doppia matrice poetica e psicologica. Non cerca la veduta, ma la vibrazione: la luce che scivola sui piani, la profondità che si costruisce per fasce, la tensione tra stabilità ed erosione. Le Balze diventano così un simbolo della terra che cambia, della memoria che affiora, della fragilità che convive con la forza. Un paesaggio che non è mai solo sfondo, ma protagonista.
Questa sensibilità deriva dal percorso dell’artista. Nato a Pomarance nel 1957, Fidanzi vive e lavora a Volterra, portando nella pittura la stessa urgenza che attraversa la sua lunga esperienza di medico, psicologo e poeta. La sua ricerca visiva non descrive: concentra, ascolta, scuote. La pittura diventa un’estensione naturale della parola poetica, un modo per rendere visibile ciò che nella realtà è percezione, emozione, stratificazione interiore. Il paesaggio non è un luogo da rappresentare, ma un organismo vivo da interrogare.
Nel dipinto, la casa bianca immersa nella vegetazione introduce un punto umano che non interrompe il paesaggio, ma lo completa. I cipressi verticali dialogano con la morbidezza delle colline, mentre la torre sulla sommità diventa un riferimento narrativo, un segno di memoria che radica la scena nel tempo. I colori non imitano: interpretano. L’ocra è calore, il verde è respiro, il blu del cielo è distanza.
Le Balze è un inno alla Toscana più autentica: quella in cui natura e lavoro umano si fondono, e la terra diventa racconto.
Maria Teresa Majoli







