Ottavio Mangiarini

Carnet delle piccole teste sognate 12

Anno 2024

Olio e pastello su carta,  cm. 21×14

Nel lavoro di Ottavio Mangiarini, la carta è un territorio di intimità e ascolto, un luogo dove il pensiero si deposita con la rapidità del gesto e la sincerità dell’immediatezza. Per l’artista, il foglio non è mai un semplice supporto preparatorio, ma un’opera compiuta: un frammento di coscienza, un appunto emotivo, una preghiera rivolta al mondo. In un’epoca dominata dalla velocità, dalla comunicazione istantanea e dalla perdita di profondità, Mangiarini rivendica la lentezza del segno, la possibilità di fermare ciò che è effimero e di restituirgli una forma.

La serialità è il cuore del suo metodo. Tornare più volte sullo stesso soggetto significa attraversarlo, comprenderlo, lasciarlo mutare. Ogni variazione è una tappa di un percorso più ampio, un piccolo scarto che racconta il modo in cui il pensiero si trasforma nel tempo. Così nascono i suoi carnet: raccolte di volti, figure, presenze che diventano pagine di un diario visivo, mappe interiori che uniscono rigore e libertà.

“Carnet delle piccole teste sognate 12” si inserisce in questo orizzonte come un’immagine intensa e vibrante. Il volto, costruito con tratti essenziali e decisi, sembra emergere da un’emozione più che da un modello reale. Le linee rosse che definiscono la testa hanno la forza di un contorno rituale, mentre le zone aranciate intorno agli occhi e alla bocca suggeriscono calore, presenza, vitalità. I segni blu che scendono verticali introducono un elemento di tensione emotiva: lacrime, forse, o tracce di un pensiero che scivola verso l’interno.

Il fondo neutro esalta la figura, lasciando che il volto diventi un’icona sospesa, un simbolo più che un ritratto. Non c’è descrizione, non c’è narrazione: c’è un’emozione fissata nel colore, un istante di introspezione che si fa immagine. La testa sognata non appartiene a una cultura specifica, ma a un’umanità universale, fatta di fragilità, intensità e trasformazione.

Mangiarini, con pochi segni e una sensibilità acuta, riesce a trasformare un volto minimo in un campo di forze emotive. “Carnet delle piccole teste sognate 12” è una pagina di diario, un pensiero che prende forma, un piccolo rito di memoria e presenza.

Maria Teresa Majoli

Volto astratto delineato da tratti rossi e arancio, occhi vuoti e segni blu verticali; espressione intensa su fondo neutro, tra emozione e astrazione.

Comments

comments