Ottavio Mangiarini
Carnet delle piccole teste sognate 8
Anno 2024
Olio e pastello su carta, cm. 21×14
Nel lavoro di Ottavio Mangiarini, la carta diventa un territorio di esplorazione mentale, un luogo dove il pensiero prende forma prima ancora di diventare immagine. Non è un mezzo secondario, né un passaggio preliminare: è il punto in cui l’artista incontra se stesso con la massima sincerità. Mangiarini considera il foglio come uno spazio di ascolto, un ambiente in cui il gesto non è mai decorativo, ma necessario. Qui il segno non costruisce soltanto figure: registra stati d’animo, vibrazioni, intuizioni che emergono nel momento stesso in cui vengono tracciate.
La sua pratica si fonda sulla ripetizione come metodo conoscitivo. La serialità non è un esercizio formale, ma un modo per attraversare un tema da più angolazioni, lasciando che il soggetto si trasformi lentamente, come accade ai pensieri quando ritornano e si modificano nel tempo. Ogni variazione è una tappa di un percorso più ampio, un frammento di un discorso che non si esaurisce mai.
In questo contesto si inserisce “Carnet delle piccole teste sognate (8)”, un’opera che concentra in pochi tratti una densità emotiva sorprendente. Il volto, definito da linee nere essenziali, emerge da un campo rosso intenso che lo avvolge come un’aura. Non è un ritratto, ma una presenza: una figura che sembra affiorare da uno spazio interiore, come un ricordo o un’immagine mentale che prende forma per un istante.
Le campiture aranciate che segnano occhi e bocca introducono un calore vibrante, mentre le linee blu verticali che attraversano il volto suggeriscono un movimento interno, una tensione che scende verso il basso come un flusso di pensiero. La verticalità dei segni crea un ritmo che anima la figura, trasformandola in un simbolo più che in un volto riconoscibile.
Il fondo rosso, denso e pulsante, amplifica la sensazione di energia e rende la testa una sorta di icona contemporanea: un’immagine che parla di identità, di emozione, di trasformazione. Mangiarini non descrive un individuo, ma un’emergenza emotiva, un lampo di coscienza fissato sulla carta.
“Carnet delle piccole teste sognate (8)” è una visione rapida e intensa, un pensiero che si manifesta attraverso il colore, un frammento di umanità che si offre allo sguardo con la forza di un’apparizione.
Maria Teresa Majoli







