Gabriella Coppetti
La Sirena dai capelli Blu
Anno 2025
Scultura in ceramica, lunghezza cm. 20
La sirena dai capelli blu è una piccola creatura luminosa, modellata in ceramica e dipinta con una delicatezza che la rende sorprendentemente viva. Nonostante il materiale duro e fragile, la figura appare sinuosa, morbida, come se fosse appena emersa dall’acqua: la superficie lucida cattura la luce e la trasforma in un riflesso marino, un bagliore che scivola sulle curve del corpo e sulla coda iridescente. I capelli blu, fluenti e brillanti, amplificano la sensazione di movimento: sembrano ancora bagnati, come mossi da un’onda appena svanita. È una sirena che appartiene alla fiaba, ma anche alla sensibilità più intima dell’artista: una presenza dolce, magnetica, che porta con sé un piccolo mondo di luce e di sogno.
L’acqua, per Gabriella Maria Coppetti, non è solo un tema: è un linguaggio. È luce, quando la usa per far vibrare le superfici; è fiaba, quando dà vita a creature come questa sirena; è introspezione, quando dipinge figure isolate che nuotano sotto il pelo dell’acqua, sospese in un altrove emotivo. Nata a Cagliari nel 1984 e trasferitasi in Toscana nel 2001, Coppetti unisce una formazione rigorosa — Scuola di Comics, Accademia di Belle Arti di Firenze, diplomi in Pittura e Decorazione con il massimo dei voti — a una ricerca personale che la porta oltre il figurativo tradizionale.
Il suo lavoro nasce da una base tecnica solida, ma si distacca presto dalla rappresentazione descrittiva per esplorare territori più intimi e complessi. Le sue figure vivono in uno spazio di metamorfosi, sospensione, alterazione dello sguardo: non cercano l’estetica del dettaglio, ma la restituzione di un’esperienza interiore. Ogni variazione cromatica, ogni forma che si trasforma, diventa il segno di un’emozione viva, di un pensiero che affiora nella materia.
In questa sirena, tutto converge: la fiaba, la luce, l’acqua, la metamorfosi. È un piccolo essere che sembra respirare, un frammento di mondo che invita lo spettatore a entrare in un tempo diverso, più lento, più sensoriale. Un invito a lasciarsi toccare dalla delicatezza.
Maria Teresa Majoli







