Alessandra Puntoni
Alem e la cerimonia del caffè
Anno 2023
Tempera da muro e olio su tela, cm. 120×80
In Alem e la cerimonia del caffè, Alessandra Puntoni ci conduce dentro un tempo sospeso, dove il gesto quotidiano diventa rito e la figura femminile assume la solennità di un’icona antica. La donna, colta nell’atto di versare il caffè, non è semplicemente rappresentata: emerge come da una pala d’altare, come se la sua presenza fosse custodita in una nicchia di una chiesa lontana. È una figura di oggi, ma attraversata da una memoria profonda, che la rende universale.
Il fondo, ruvido e luminoso, è uno dei tratti distintivi della pittura di Puntoni. Sembra un affresco consumato dal tempo, ma è frutto di una ricerca rigorosa, di una tecnica affinata negli anni di lavoro come restauratrice. La sua formazione nella bottega fiorentina, la pratica dello stacco, l’esperienza nei cantieri di restauro — come quello di San Gregorio al Celio — riaffiorano in ogni centimetro della superficie. I colori puri preparati a mano, le velature, le abrasioni controllate: tutto parla di una conoscenza intima della materia e della sua storia.
Il rito del caffè, appreso dall’artista eritrea Alem durante il simposio di Fivizzano del 2021, diventa qui un ponte tra culture e tempi diversi. È un gesto antico, carico di significato, che Puntoni trasforma in immagine sacra senza perdere la sua verità quotidiana. Le ciotole bianche, il bricco blu, la postura raccolta della donna: ogni elemento è essenziale, misurato, carico di silenzio.
La tecnica composita, che richiama i fondi oro quattrocenteschi, dona all’opera una luminosità interiore. Non è un oro dichiarato, ma un bagliore che affiora dalla materia, come se la luce fosse intrappolata negli strati dell’affresco e tornasse a respirare. La scena diventa così un luogo di incontro tra memoria e presente, tra spiritualità e vita domestica, tra gesto e contemplazione.
Alem e la cerimonia del caffè è un invito a rallentare, a guardare, a riconoscere la sacralità nascosta nei gesti semplici. È un’opera che parla piano, ma resta a lungo.
Maria Teresa Majoli







