Donatella Gabrielli

Aria, fate e folletti

Anno 2018

Olio su tavola, cm. 60×60

Artista visiva formatasi all’Accademia di Belle Arti, Donatella Gabrielli porta avanti da anni una ricerca che unisce sensibilità materica, immaginazione e un linguaggio informale capace di evocare atmosfere sospese. La sua lunga attività espositiva, che comprende partecipazioni a rassegne nazionali e internazionali, testimonia un percorso costante e articolato, arricchito da progetti collettivi e riconoscimenti istituzionali. Tra questi, il conferimento del Dottorato d’Onore dell’Academy of Rome e la selezione per il progetto internazionale “500 Angeli”, che ha portato una sua opera in ceramica fino alle mura della Iglesia de los Ángeles in Argentina.

In questo contesto si colloca “Aria, Fate e Folletti”, un lavoro che rappresenta una delle espressioni più delicate e immaginifiche della sua produzione. L’opera si muove nel territorio dell’astrazione lirica: forme che emergono e si dissolvono, linee che sfiorano la figurazione senza mai dichiararla, un gioco di presenze e assenze che costruisce un mondo leggero, quasi sussurrato.

Il colore azzurro, dominante, diventa qui un vero protagonista. Non è solo una scelta cromatica: è un’atmosfera, un respiro, un suono. I segni sembrano vibrare come trilli, campanellini, piccoli richiami musicali, capaci di evocare un immaginario fiabesco senza mai cadere nell’illustrazione. Le forme si vedono e si intravedono, si avvicinano e si allontanano, come se abitassero un luogo intermedio tra aria e sogno.

La materia pittorica, sottile e stratificata, crea una superficie che non impone un’immagine, ma la suggerisce. È un invito a lasciarsi trasportare: a percepire la leggerezza, la morbidezza, la delicatezza di un mondo che non vuole essere spiegato, ma sentito. In questo spazio rarefatto, fate e folletti non sono figure, ma sensazioni: movimenti, soffi, apparizioni che si compongono e si dissolvono nella stessa aria che li genera.

“Aria, Fate e Folletti” è un’opera che non racconta una storia: la evoca. È un piccolo universo sospeso, dove l’immaginazione trova finalmente il suo respiro.

Maria Teresa Majoli

Composizione astratta in toni azzurri con forme leggere e fluttuanti che evocano un mondo etereo, fiabesco e delicato, tra segni morbidi e suggestioni aeree.

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