Raimondo Colantonio
Spiaggia
Anno 1999 – 2020
Tecnica mista su tela, cm. 60×100
La pittura di Raimondo Colantonio nasce da un legame profondo con il mare, un rapporto che attraversa la sua vita fin dall’infanzia. Nato a Torre del Greco, cresce tra scogli, banchine e barche, imparando presto a leggere il linguaggio delle onde e del vento. L’esperienza diretta della navigazione, prima accanto al padre e poi durante il servizio militare in Marina, diventa un archivio di immagini interiori che alimenta la sua ricerca artistica. Il mare non è per lui un semplice soggetto: è memoria, luogo di formazione, compagno silenzioso di attese, paure, scoperte.
Il progetto Il mare dentro, avviato nel 1995, raccoglie questo lungo dialogo con l’acqua. Le opere dedicate al mare “visto dalla riva” raccontano la luce che cambia, le ore sospese dell’alba, i tramonti che scaldano la sabbia, l’arrivo improvviso del temporale. Altre tele, invece, ci portano “dentro” il mare: prospettive inedite, vissute dall’interno, dove l’acqua non è superficie ma corpo vivo, pulsante, che avvolge e ingloba. Spruzzi, nebbie salate, vetri appannati, orizzonti che si dissolvono: una navigazione emotiva che restituisce la potenza e la vulnerabilità di chi affronta il mare da vicino.
Accanto a questo ciclo, Colantonio sviluppa altri percorsi pittorici, come Il lungo cammino bianco, dedicato all’inverno russo del 1943. Qui la memoria storica si intreccia alla sua sensibilità poetica: figure minime, quasi dissolte nella neve, raccontano resistenza, dignità, silenzio. È una pittura essenziale, misurata, che affida alla luce e alla rarefazione il compito di evocare ciò che non può essere detto.
L’opera presentata a La Quadrata, Spiaggia, appartiene al cuore più intenso del ciclo marino. Non descrive il mare: lo suggerisce. La linea dell’acqua è appena un’ipotesi, un respiro lontano. In primo piano, le erbe dure della duna si piegano sotto le raffiche di vento che precedono la pioggia. Il cielo, attraversato da nuvoloni in movimento, domina la scena con una forza atmosferica che cattura l’istante in cui tutto sta per cambiare. La pittura vibra, si muove, sembra trattenere l’odore dell’acqua e della sabbia umida. È un paesaggio che non si limita a essere visto: si sente arrivare.
Colantonio ci offre così un frammento di mare vissuto, un momento sospeso tra quiete e tempesta, dove la natura diventa specchio di un’emozione profonda e condivisibile.
Maria Teresa Majoli







