Morgan Zangrossi

Codicibus Ignotum

Anno 2020

Tecnica mista, hardware, ottone e resina, cm.69×43

Nella serie Codicibus Ignotum, Morgan Zangrossi porta la sua ricerca materica verso una dimensione ancora più enigmatica e simbolica. Gli oggetti informatici, ormai privati della loro funzione originaria, vengono trasformati in alfabeti sconosciuti, in scritture che sembrano provenire da un tempo remoto o da un futuro immaginato. In quest’opera, l’assemblaggio di componenti hardware si dispone come una sequenza verticale di segni: una trama ordinata e ripetuta che ricorda tavole rituali, codici sacri, reperti di un’archeologia impossibile.

La superficie metallica, trattata con resine, ossidi e interventi materici, perde la sua freddezza tecnologica e acquista una qualità quasi organica. Non è più un insieme di componenti elettronici: è una pelle che muta, un campo vivo in cui il tempo lascia tracce sottili. Gli ossidi e le stratificazioni trasformano ciò che era inerte in un luogo vibrante, dove la materia racconta ciò che la funzione non può più dire.

Il codice che emerge non è decifrabile, e non deve esserlo. È un dono, un invito a entrare in relazione con l’opera senza cercare una chiave univoca. Ogni osservatore può trovare il proprio linguaggio, la propria interpretazione, il proprio ritmo interno. L’artista diventa così un mediatore tra mondi: quello della tecnologia, che tende all’obsolescenza, e quello dell’immaginazione, che restituisce senso e profondità.

Senza titolo è un frammento di un’archeologia fantastica, un reperto di un tempo che non esiste ma che potremmo riconoscere. È un ponte tra passato e futuro, tra ciò che abbiamo usato e ciò che potremmo ancora comprendere. Un’opera che non parla di ciò che è stato, ma di ciò che resta: la traccia, il segno, il codice che continua a pulsare.

Maria Teresa Majoli

Assemblaggio verticale di componenti hardware trattati con resine e ossidi, come codice materico dorato

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