Gianluca Della Tommasina
Bambina indiana
Anno 2024
Pastelli e matita nera su cartoncino, cm. 65×85
Artista autodidatta, curioso, istintivo, Gian Luca Della Tommasina porta nella sua pittura una sensibilità che nasce da un rapporto diretto e sincero con il mondo figurativo. Nato e residente a Massa, coltiva fin da giovanissimo una passione profonda per il disegno, trasformandola negli anni in un linguaggio personale, riconoscibile, capace di unire tecnica e sentimento. La sua ricerca, eclettica e in continua evoluzione, attraversa materiali e approcci diversi, sempre con l’obiettivo di dare forma alle emozioni e restituire dignità poetica ai volti e alle storie che incontra.
Attivo nel panorama artistico toscano e ligure, collabora stabilmente con l’Associazione Culturale Artemisia-MS e partecipa a numerose rassegne nazionali e internazionali. Negli ultimi anni ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Dottorato d’Onore dell’Academy of Rome, conferito per meriti artistici e per il contributo alla cultura visiva contemporanea. Premi e selezioni in concorsi come “Padre Pio” e “La Tombola Napoletana in Arte” confermano la solidità del suo percorso.
In questo contesto si inserisce “Bambina indiana” (2024), un ritratto a pastelli e matita nera che rappresenta una delle espressioni più delicate e mature della sua produzione recente. L’opera cattura la purezza dell’infanzia attraverso lo sguardo magnetico della piccola protagonista, immersa nei suoi ornamenti tradizionali. Ma ciò che colpisce davvero è la capacità dell’artista di andare oltre il dato etnografico: la bambina è indiana, sì, ma è anche tutte le bambine del mondo.
Il gesto semplice con cui gioca con la collanina, la postura morbida, le braccia rotonde, il visino assorto che guarda “al di là” — tutto parla un linguaggio universale. La luce del mattino le accarezza il volto, ma sembra anche irradiarsi da lei stessa, come se la sua innocenza fosse una fonte luminosa autonoma. I dettagli dell’abito, ricchi e vivaci, non rubano la scena: la incorniciano, la esaltano, la rendono ancora più vicina al cuore di chi osserva.
“Bambina indiana” è un ritratto che non descrive soltanto: accoglie, avvicina, commuove. È l’infanzia vista con occhi adulti che ricordano.
Maria Teresa Majoli







