Geraldine Gioia
Sacra maternità
Anno 2026
Penna bic e matita bianca su cartoncino, cm. 50×35
Geraldine Gioia è un’artista autodidatta che ha scelto uno strumento umile, quotidiano, quasi scolastico, la penna Bic, per trasformarlo in un mezzo capace di una sorprendente profondità espressiva. Il suo tratto è deciso, netto, senza possibilità di ripensamento: ogni linea è un atto di coraggio, ogni ombra è costruita con pazienza, ogni dettaglio nasce da una concentrazione assoluta. Accanto alla Bic, la matita bianca aggiunge luce, respiro, vibrazione. È in questa combinazione essenziale che si rivela la sua poetica: un’arte che nasce dal poco per dire moltissimo.
Il mondo di Geraldine è abitato da figure femminili forti, archetipiche, che attraversano territori sospesi tra realtà e immaginazione. Viandanti, guerriere, principesse dei draghi: tutte presenze che portano con sé una storia, un’identità, una forza interiore. Ma ciò che rende unico il suo linguaggio è il modo in cui queste figure si muovono dentro scenari reali, familiari, spesso legati alla sua città. Il fantastico scende nella quotidianità e la trasforma, la illumina, la rende simbolica.
In questa opera dedicata alla Madonna col Bambino, Geraldine raggiunge una delle sue espressioni più intense. La madre tiene il piccolo tra le braccia con una dolcezza vigile, attenta, profondamente umana. I suoi occhi sono aperti, luminosi, pieni di quella consapevolezza che appartiene solo alle madri: vedere, prevedere, proteggere. Il bambino, invece, dorme abbandonato, con la fiducia assoluta di chi sa di essere al sicuro. Il seno materno diventa culla, rifugio, promessa.
Alle loro spalle si apre una luna immensa, piena, solcata da crateri e valli. Non è solo un elemento scenico: è un’aureola terrestre, una luce che avvolge e sovrasta, simbolo dell’eroicità silenziosa che ogni madre porta con sé. Una luce che non idealizza, ma riconosce: la fatica, il sacrificio, la forza, la tenerezza.
Con la sola Bic e un tocco di bianco, Geraldine costruisce un’immagine che parla di maternità come viaggio, come dono, come veglia. Una maternità reale, forte, luminosa.
Maria Teresa Majoli







