Futurboba

Ti ho cercato in mille oceani

Serie “Nel cuore del legno”

Tecnica mista, acrilici, collage, su tavola in legno, cm. 40×30

Ti ho cercato in mille oceani con la mia scialuppa rotta

In Ti ho cercato in mille oceani, Futurboba costruisce un’immagine che è insieme viaggio, mancanza e desiderio. L’opera si apre come una soglia: da una parte il nero profondo, attraversato da segni bianchi che sembrano correnti, vortici, pensieri che si aggrovigliano; dall’altra una figura chiara, quasi liquida, che emerge come un’apparizione. Tra i due mondi, una lama di legno: una barriera, una distanza, un confine che separa e allo stesso tempo unisce.

Il nero non è vuoto: è un mare interiore. Le linee bianche che lo attraversano sono rotte, onde, tentativi, chiamate. È il luogo della ricerca, dell’andare, del perdersi. La figura chiara, invece, è ciò che si cerca: un volto, un ricordo, una presenza che non si lascia afferrare del tutto. È come se l’opera raccontasse il momento esatto in cui si intravede qualcuno che si ama, ma ancora lontano, ancora oltre.

Il legno, con la sua materia viva, diventa il punto di frizione: una memoria che resiste, una cicatrice che divide, un frammento di realtà che interrompe il flusso. È il limite che ogni relazione conosce: ciò che non si può attraversare, ciò che resta tra due persone anche quando si cercano con tutta la forza possibile.

Futurboba lavora per sottrazione, ma qui la sottrazione diventa rivelazione. La figura non è definita, e proprio per questo è universale: può essere un amore, un figlio, un amico perduto, una parte di sé. È un’assenza che prende forma. È un’apparizione che non si lascia trattenere.

Il titolo, Ti ho cercato in mille oceani, non è un vezzo poetico: è la chiave dell’opera. Dice la fatica, la tenacia, la dolcezza ostinata di chi continua a cercare anche quando non sa più dove guardare. Dice che ogni mare è un tentativo, ogni onda una domanda, ogni distanza un atto d’amore.

Quest’opera è un viaggio emotivo: un attraversamento silenzioso tra ciò che si perde e ciò che si spera ancora di trovare.

Maria Teresa Majoli

Figura stilizzata chiara che emerge da fondo nero segnato da linee bianche, divisa da una tavola di legno; opera di Futurboba sul tema della ricerca e della distanza.

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