Futurboba
Sei bella…
Anno 2025
Tecnica mista, acrilici, collage, su tavola in legno, cm. 44×40
Sei bella come il legno invecchiato in mare. I tuoi capelli hanno attraversato litri e litri di corallo
Serie “Nel cuore del legno”
In Sei bella come il legno invecchiato in mare, Futurboba costruisce un’immagine che è dichiarazione, ferita e carezza allo stesso tempo. La figura, stilizzata e luminosa, emerge da un fondo scuro e lucido come acqua notturna. I capelli rossi, accesi come corallo, sono l’unico elemento che sembra muoversi, come se portassero ancora addosso il sale, il vento, la memoria di un viaggio.
Le assi di legno che attraversano il corpo non sono ostacoli: sono storia. Sono il tempo che ha levigato, consumato, scolpito. Sono le onde che hanno battuto, le tempeste che hanno lasciato segni, le attese che hanno scavato. Il legno non ferisce: racconta. E la figura non si sottrae, anzi si lascia attraversare, come se accettasse che la bellezza non nasce dalla perfezione, ma dalla resistenza.
Il nero lucido che avvolge tutto è un mare interiore. Non è minaccioso: è profondo. È il luogo dove si custodiscono le parti più vere, quelle che non si mostrano facilmente. In questo mare la figura non affonda: galleggia, si lascia portare, si lascia vedere. È fragile e insieme indistruttibile, come il legno che ha passato anni nell’acqua senza mai cedere del tutto.
Il titolo è una dichiarazione d’amore che non ha bisogno di spiegazioni. “Sei bella come il legno invecchiato in mare” significa: sei bella perché hai vissuto, perché hai resistito, perché porti addosso la tua storia senza vergogna. “I tuoi capelli hanno attraversato litri e litri di corallo” è un’immagine che parla di profondità, di immersioni, di mondi sommersi che solo chi ama davvero può vedere.
Futurboba, con pochi segni e pochissima materia, riesce a dire l’indicibile: che la bellezza non è mai liscia, mai intatta, mai nuova. È fatta di graffi, di nodi, di sali che restano sulla pelle. È fatta di tutto ciò che abbiamo attraversato.
Quest’opera è un omaggio alla forza dolce di chi porta la propria storia come un dono, non come un peso.
Maria Teresa Majoli







