Edoardo Ceccarelli

E non mi resta che vederti andar via

Anno 2024

Carboncino e matita pastello su cartoncino ruvido, cm. 48×33

Edoardo Ceccarelli, architetto dal 1987, coltiva da sempre una passione silenziosa per il disegno. Dopo anni di pittura amatoriale, approda alla matita, al carboncino e alle matite pastello, tecniche che gli permettono di esplorare l’infinita gamma del bianco e nero e dei grigi. La sua ricerca non mira alla rappresentazione fedele del volto o del corpo, ma alla loro capacità di trasmettere emozioni, ricordi, stati d’animo. Il corpo femminile diventa così il centro di un’indagine intima, dove desideri, pensieri e sensazioni emergono come tracce delicate, sospese tra realtà e immaginazione.

In E non mi resta che vederti andar via, Ceccarelli concentra questa poetica in un’immagine di sorprendente forza narrativa. La scena è osservata attraverso un tondo, come un’inquadratura rubata, un frammento di vita colto nel momento esatto in cui qualcosa cambia. Una donna cammina via, di spalle, a piedi nudi. I jeans aderenti e la schiena scoperta raccontano una naturalezza che non ha bisogno di artifici. Nella mano sinistra tiene un paio di scarpe col tacco, nella destra una valigia leggera: due simboli che parlano più delle parole.

Le scarpe, belle ma scomode, diventano metafora di tutto ciò che costringe, limita, impone una forma di femminilità costruita per piacere agli altri. Portarle in mano significa liberarsene, scegliere la propria autenticità. La valigia, così leggera, suggerisce che il peso più grande è già stato lasciato alle spalle: ciò che resta è solo il necessario per ricominciare.

Il titolo introduce un secondo punto di vista: quello di chi resta. E non mi resta che vederti andar via è la frase muta di un uomo che osserva senza poter intervenire, incapace di comprendere la profondità della scelta della donna. La tensione emotiva nasce proprio da questo contrasto: chi agisce e chi subisce, chi sceglie e chi guarda.

Il segno di Ceccarelli, preciso e morbido allo stesso tempo, trasforma un gesto quotidiano in un atto poetico. Non c’è voyeurismo, non c’è compiacimento: c’è la dignità di una donna che si riprende il proprio spazio, la propria libertà, la propria identità. Un’immagine che parla di coraggio, di autonomia e di quella forza silenziosa che accompagna ogni vero cambiamento.

Maria Teresa Majoli

Disegno a matita di Edoardo Ceccarelli raffigurante una donna di spalle che cammina a piedi nudi, con scarpe col tacco in mano e una valigia leggera, simbolo di libertà e cambiamento.

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