Cinzia Del Bubba
Joey Ramone… I wanna be sedated
Anno 2023
Acrilici su tela, cm. 60×40
Cinzia Del Bubba appartiene a quella generazione di artiste che hanno attraversato il Novecento con uno sguardo doppio: da un lato la formazione umanistica, rigorosa, nutrita di letteratura e cultura classica; dall’altro la pratica grafica, il lavoro sul colore, l’esperienza tecnica maturata negli anni Ottanta come supervisore cromatico nei processi di animazione. È proprio questa duplice radice, colta e pop, disciplinata e giocosa, a definire il suo linguaggio visivo, fatto di ironia, freschezza e una vitalità cromatica che trasforma ogni soggetto in icona contemporanea.
In “Joey Ramone – I Wanna Be Sedated”, Del Bubba affronta una figura simbolo della cultura punk, ma lo fa attraverso la lente della sua estetica personale. Non le interessa la biografia del cantante, né la storia della band: ciò che cattura è l’immagine, il volto che la cultura visiva ha reso riconoscibile, il personaggio che è diventato simbolo prima ancora che persona. L’artista rielabora. L’iconografia classica di Joey Ramone viene filtrata attraverso un gusto grafico che addolcisce i contrasti, alleggerisce la durezza punk e la trasforma in un’immagine pop, immediata, quasi affettuosa.
Gli occhiali, tradizionalmente rossi, diventano giallo pallido, una scelta che smorza l’aggressività e introduce una nota di leggerezza. La giacca di pelle, simbolo del punk, ospita un emoticon sorridente, un dettaglio che ribalta completamente il tono dell’immagine: non più ribellione cupa, ma ironia, gioco, citazione. La stella dorata, il sorriso stilizzato, la grafica pulita e contrastata costruiscono un ritratto che non vuole imitare, ma reinterpretare.
Del Bubba attinge alla Pop Art, soprattutto a Warhol, ma lo fa con una sensibilità tutta sua: non c’è distacco, non c’è freddezza seriale. C’è invece un rapporto affettuoso con le icone della cultura pop, viste come frammenti di memoria collettiva, come simboli che attraversano il tempo e si trasformano. Joey Ramone diventa così un personaggio reinventato, un’immagine che parla più del nostro immaginario che della sua storia personale.
“I Wanna Be Sedated” diventa allora non solo un titolo, ma un ponte tra musica, cultura visiva e reinterpretazione contemporanea: un ritratto che celebra la forza delle immagini e la loro capacità di rinascere ogni volta che uno sguardo nuovo le attraversa.
Maria Teresa Majoli







