Massimo Bernardi
Miss Trash
Anno 2016
Scultura in materiali di riciclo, cm. 191 su base diametro cm. 74
Miss Trash è una figura che cattura lo sguardo con immediatezza: colori accesi, contrasti volutamente eccessivi, un’estetica che sembra giocare con tutto ciò che il “buon gusto” tradizionale considera proibito. Ma dietro questa apparente leggerezza si nasconde una riflessione più ampia sul nostro rapporto quotidiano con il kitsch, con l’immagine e con i modelli culturali che ci circondano.
Massimo Bernardi lavora da sempre sullo scarto, non come semplice materiale da recuperare, ma come alfabeto visivo con cui raccontare il presente. La sua trash art non si limita a dare nuova vita a oggetti abbandonati: li trasforma in strumenti critici, in specchi che riflettono le nostre abitudini, le nostre ossessioni, il nostro modo di costruire identità attraverso ciò che consumiamo. Miss Trash nasce proprio da questo sguardo: è un personaggio ironico e insieme rivelatore, una piccola icona del nostro tempo.
Il suo corpo è un collage di elementi familiari, assemblati con una libertà cromatica che sfida ogni regola. L’accostamento di tinte forti, volutamente “sbagliate”, non è un gioco estetico fine a sé stesso: è un modo per mostrare quanto il kitsch sia diventato parte integrante del nostro quotidiano, un linguaggio diffuso che attraversa moda, televisione, pubblicità, social network. Miss Trash non giudica, ma espone. E nel farlo, ci invita a chiederci quanto del nostro gusto sia davvero nostro e quanto sia il risultato di un bombardamento continuo di immagini.
La televisione che le avvolge la testa è il punto chiave dell’opera. Non è un semplice oggetto riciclato, ma un simbolo: rappresenta la fonte da cui provengono molti dei modelli estetici che assorbiamo senza accorgercene. È un contenitore di stereotipi, di luoghi comuni, di valori effimeri che spesso sostituiscono il pensiero critico con l’apparenza. Miss Trash porta tutto questo in superficie, con ironia ma anche con una certa urgenza.
Bernardi costruisce così una figura che è insieme divertente e inquieta, allegra e rivelatrice. Miss Trash ci fa sorridere, ma allo stesso tempo ci chiede di guardare oltre la superficie, di sollevare quel velo colorato che spesso ci impedisce di vedere la complessità del reale. È un invito a osservare con più attenzione, a non fermarsi al primo sguardo, a riconoscere il messaggio nascosto dietro l’eccesso.
Maria Teresa Majoli









