Lorenzo Pompeo Lombardo

Composizione n.191

Anno 2024

Acrilici su pannello in MDF, cm. 100×80

Lorenzo Pompeo Lombardo (Caltanissetta, 1949) è un artista siciliano attivo dagli anni Sessanta, con una lunga esperienza espositiva in ambito regionale e nazionale. Diplomato Maestro d’Arte presso l’Istituto Statale d’Arte “Basile” di Messina, ha sviluppato nel tempo un percorso personale che attraversa pittura e scultura, mantenendo come filo conduttore l’interesse per lo strutturalismo, la scomposizione dell’immagine e la ricerca di un ritmo interno alla forma.

La sua produzione si muove tra astrazione e figurazione libera, con una particolare attenzione alla costruzione visiva: Lombardo non mira alla rappresentazione dell’oggetto, ma alla sua percezione dinamica. Le sue opere sono spesso prive di titolo, come se l’artista volesse lasciare allo spettatore la libertà di interpretare ciò che vede, senza vincoli narrativi. Il colore diventa così un elemento strutturale, non decorativo: vibra, pulsa, si frammenta in tessere che ricordano un mosaico in movimento. È un linguaggio che privilegia l’emozione, la risonanza interiore, la musicalità del segno.

Già nel 1991 Giovanna Giordano sottolineava come il ritmo fosse la chiave della sua pittura: un ritmo che non appartiene solo alla musica, ma alla realtà stessa, ai colori, alle architetture, alla vita. Lombardo lo traduce in pittura attraverso linee che scendono, si spezzano, ondeggiano, creando una visione mai statica, sempre in trasformazione.

In Composizione 191 questa poetica emerge con particolare chiarezza. Due forme geometriche, nette e quasi architettoniche, si stagliano su un fondo esplosivo di rossi, gialli e verdi. Le figure sembrano dialogare, incontrarsi o forse essere frammenti di un’unica entità scomposta. L’azzurro, intenso e vibrante, contrasta con il calore del fondo, generando una tensione visiva che suggerisce movimento, energia, un turbine di forze che si attraggono e si respingono. Le fasce cromatiche non sono immobili: fluttuano, si sovrappongono, evocano ombre di forme misteriose, presenze astratte, quasi musicali.

L’opera diventa così un campo di forze, un luogo dove colore e struttura si incontrano per creare un’immagine che non rappresenta, ma evoca: un ritmo visivo che appartiene solo a Lombardo.

Maria Teresa Majoli

Opera astratta con due forme blu e fondo esplosivo di colori, di Lorenzo Pompeo Lombardo.

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