Giuseppe Geloso
La Venezia e gli Scali Rosciano
Anno 2026
Olio su tela, cm. 60×40
Nel cuore della Venezia livornese, dove l’acqua disegna le strade e la città respira ancora il suo passato cosmopolita, Giuseppe Geloso ritrae il tratto dei Fossi Medicei che costeggia il Palazzo Rosciano, con il Palazzo del Refugio che emerge sullo sfondo come un faro della Livorno secentesca. È una veduta che racconta la città quando era porto franco, crocevia di lingue, commerci e popoli diversi: un quartiere sull’acqua che ricorda Venezia, ma che possiede un’identità tutta sua, più ruvida, più vera, più profondamente livornese.
Geloso, autodidatta nato e residente a Livorno, porta in questa scena il suo sguardo limpido e affettuoso. La sua pittura figurativa, nutrita dalla tradizione macchiaiola ma proiettata nel presente, non cerca l’effetto: cerca la vita. I suoi colori, intensi ma misurati, restituiscono la vibrazione autentica dei luoghi. Le facciate dei palazzi, con le loro tinte calde, non sono semplici quinte architettoniche: sono pagine di una storia urbana che continua a parlare.
In questo scorcio, l’acqua diventa un archivio silenzioso. Riflette le luci, le barche, i muri segnati dal tempo, e allo stesso tempo custodisce la memoria di un quartiere che ha fatto la fortuna della città. Geloso interpreta il canale con una delicatezza vigorosa: il suo turchese, mai imitativo, illumina la scena come una presenza interiore, una luce che nasce dal luogo stesso.
La Venezia livornese non è nostalgia nelle sue mani: è identità viva. È un quartiere che cambia, ma che conserva un’anima antica, fatta di lavoro, di mare, di incontri. Geloso la racconta con un linguaggio pittorico diretto, sincero, capace di trasformare un angolo quotidiano in un frammento di poesia urbana. La sua pittura invita a fermarsi, a guardare meglio, a riconoscere la bellezza che abita ancora nei luoghi che attraversiamo ogni giorno.
Maria Teresa Majoli







