Donato Lotito

Luce d’estate

Anno 2025

Fotografia digitale su lastra alluminio, cm. 50×50

Ci sono immagini che non raccontano un momento, ma una stagione intera. Luce d’estate è una di queste. Due giovani seduti in un campo, avvicinati da un gesto semplice e assoluto: un bacio. Un bacio che non è posa, non è scena, non è racconto costruito. È un frammento di vita che sembra rubato al tempo, come se la fotografia avesse fermato non solo il gesto, ma l’aria stessa che lo circonda.

Il campo è pieno di papaveri, ma il bianco e nero li trasforma in presenze leggere, quasi musicali. Si sente il ronzio degli insetti, il fruscio dell’erba alta, il vento che muove i capelli e porta con sé un odore di sole. È una scena che appartiene a tutti: chiunque, guardandola, ritrova un ricordo, un’estate, un momento in cui il mondo sembrava grande e semplice allo stesso tempo.

Lotito non fotografa solo due ragazzi. Fotografa la giovinezza come stato dell’anima: quella capacità di vivere un istante come se fosse eterno, di lasciarsi attraversare dalla luce senza difese, di credere che tutto sia possibile. Il bianco e nero non toglie colore: lo amplifica. Rende l’immagine più universale, più sospesa, più vicina a quel territorio della memoria dove le cose non hanno tonalità precise, ma emozioni precise.

Il bacio non è passionale, non è drammatico, non è cinematografico. È dolce. È naturale. È un gesto che nasce da sé, come i papaveri che crescono senza chiedere permesso. E proprio per questo diventa potente: perché non vuole impressionare, vuole ricordare.

In Luce d’estate c’è la leggerezza dei primi amori, la libertà dei pomeriggi senza orari, la sensazione di essere al centro del mondo senza saperlo. C’è quella luminosità che non viene dal sole, ma dall’età: un chiarore interno che illumina tutto ciò che tocca.

Lotito cattura un istante che non appartiene solo ai due ragazzi, ma a chiunque abbia vissuto un’estate che sembrava infinita. E guardando questa fotografia, si capisce che certe luci non tramontano mai: restano dentro, come un bacio dato in un campo di papaveri, quando la vita era tutta davanti.

Maria Teresa Majoli

Coppia di giovani che si scambia un bacio in un campo, tra erba mossa dal vento e papaveri, in un’atmosfera sospesa e luminosa.

Comments

comments