Davide Giallombardo

Fat Man #4

Anno 2024

Opera di grafica digitale stampata su tela, cm. 30×30

Davide Giallombardo costruisce da sempre la sua ricerca attorno alla natura umana, osservata con uno sguardo ravvicinato, diretto, spesso spietato nella sua sincerità. Le sue figure emergono da fondi neutri o oscuri come presenze sospese, segnate dal tempo, dalla fragilità, da una tensione interiore che si manifesta nei volti, nei corpi, nelle posture. Anche quando l’artista affianca alla pittura la tecnica digitale, la sua poetica rimane immutata: atmosfere cupe, luci soffuse, memorie che sembrano provenire da un altrove indefinito. Ombre e bagliori diventano strumenti narrativi, capaci di rivelare e nascondere, di suggerire più che mostrare.

All’interno di questa visione si colloca la serie Fat Man, una riflessione sul corpo come luogo dell’eccesso e del desiderio. Gli uomini ritratti incarnano la bulimia dell’accumulo: non solo materiale, ma emotivo e sociale. La loro monumentalità non è celebrazione, ma conseguenza; non è potere, ma peso. Il corpo diventa metafora di ciò che si trattiene, di ciò che si teme di perdere, di ciò che si accumula fino a deformare la naturalezza delle forme.

Fat Man #4 rappresenta una delle interpretazioni più teatrali e ambigue di questa serie. La figura, imponente e perfettamente vestita, si staglia contro un fondo caldo e uniforme che ne amplifica la presenza. Il cappello a cilindro, il bastone, l’abito elegante: tutto richiama un’idea di status, di ruolo sociale, di rappresentazione pubblica. Ma è proprio questo contrasto tra raffinatezza dell’abbigliamento e pesantezza del corpo a generare la tensione centrale dell’opera.

L’uomo appare come un personaggio che tenta di mantenere un’immagine di controllo, di decoro, di autorità. Eppure il corpo racconta altro: racconta eccesso, desiderio, accumulo, una tracotanza che ha superato il limite della misura. La posa, apparentemente sicura, rivela una vulnerabilità sottile, quasi una fatica nel sostenere il proprio stesso peso simbolico.

Giallombardo non giudica: osserva. E invita lo spettatore a fare lo stesso. A interrogarsi su quanto il corpo sia un archivio di ciò che desideriamo, di ciò che tratteniamo, di ciò che ci sovrasta.

“Fat Man #4” diventa così un ritratto psicologico potente, un’immagine che parla di identità, apparenza, eccesso e fragilità.

Maria Teresa Majoli

Ritratto a figura intera di uomo corpulento con cappello a cilindro e bastone, su fondo caldo; eleganza formale in contrasto con la pesantezza del corpo.

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