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Stefano Carlo Vecoli  

Draghi e Vereline (un po’ Veneri e  un po’ Veline)

Anno 2017
Acrilico e olio su tavola, cm. 50×50

Una visione fantastica e onirica del mondo. Seni svolazzanti, sintesi emblematica delle Vereline, trasformati in palloncini antropomorfi inseguiti da Draghi famelici. Immersi in un avvolgente e vago fondo blu, potrebbe essere un profondo mare, un lontano cielo nell’universo più profondo, o scempiamente uno schermo televisivo dove nuotano spensierate le Vereline ignare dei denti aguzzi dei Draghi Marini. In mezzo a tutto una maschera aggrappata a palloncini scende verso il basso, osservando e partecipando  alla scena. Un gioco di colori, di invenzioni oniriche, di forme accattivanti ci stimola con sorniona ironia a riflettere sul mondo attuale.

Nato a Viareggio, in tempo per attraversare, nella sua adolescenza, i passionali anni settanta. Architetto e docente di disegno e storia dell’arte.  Dopo anni di solitario e silenzioso lavoro, stimolato dalla amicizia fervida e feconda del maestro Giorgio Michetti nel Novembre 2012 allestisce la sua prima  personale di pittura: “Presenze Immaginarie” alla Galleria Europa a Lido di Camaiore. Da allora si sono susseguite numerose mostre personali  e collettive in Toscana e in Italia.

I suoi temi spaziano dalle donne alla mitologia, dai paesaggi e città della Toscana a personaggi fiabeschi e sognati, tutto immerso in atmosfere sognanti, in sguardi  giocosi e al tempo stesso attenti e  profondi.

Il mondo pittorico di Vecoli si muove attingendo e confrontandosi con tutte le esperienze pittoriche del novecento, creando un proprio linguaggio che  parla a questo scorcio di nuovo millennio, non dimenticando il senso del piacere visivo e fisico della pittura, nei suoi elementi basilari del colore e del segno.

Se nella pittura è un realismo magico ciò che lega tutti i suoi lavori, nella scrittura Vecoli scava negli uomini e nelle donne come nell’ultimo suo lavoro “Crescevano Sogni” (Porto Seguro edizioni), che ci racconta la storia di un gruppo di ragazzi che cerca di divenire adulto intorno agli anni “68 e Settanta.

Da ormai quasi due decenni ha alternato arte visiva e scrittura. Lo scrivere è stato un modo per riflettere sulle sue esperienze di vita: vissute direttamente o viste da vicino. Mentre dipingere è un momento di piacere visivo, anche fisico, in cui, soprattutto nei colori, l’autore cerca un  senso di gioia, per sé e per chi li vede.

Nello scrivere c’è più riflessione e analisi, di se stesso e del mondo in cui vive e si muove, nel dipingere c’è la ricerca del piacere e della serenità, attraverso la visione di un  mondo onirico e fiabesco, di una dimensione giocosamente infantile. Comunque tutte e due le attività, sicuramente creative, rappresentano per Vecoli  un modo di vivere, di rapportarsi al mondo che lo circonda con un suo linguaggio, in cui porre all’attenzione propria e degli altri intime riflessioni ed emozioni.

Vive e lavora in Toscana.

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