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Massimo Zampedri

Metoikos

Anno 2012
Tecnica mista: China, cera, pastelli e acrilico su cartoncino di recupero con inserti di gesso e juta su cartoncino di recupero, cm. 32×24

Meteco (dal greco μέτοικος appunto “Metoikos”), era lo straniero di stirpe greca residente per motivi commerciali nella polis per un periodo di tempo. Era obbligato a porsi sotto la protezione di un cittadino protettore (prosseno) e a pagare il meteikon (una tassa diretta sulla persona). Metoikos rappresenta il sentimento di coloro che attraverso il danaro (meteikon) si sentono (erroneamente) parte di qualcuno, di qualcosa, o addirittura di una società.

Nell’opera di Massimo Zampedri (Pingendi Artificem) la carta, decontestualizzata, diventa protagonista di un processo artistico che porta alla realizzazione dei suoi lavori. Una sorta di duchampiani ready-made aulici e poetici. Attraverso una tecnica mista, che vede la “costruzione” di carte riciclate incollate in strati sovrapposti che diventano fogli spessi, rigidi, materici, dove la bianca superficie lascia a tratti il posto “a ciò che la carta stessa aveva già impresso” e la successiva sovrapposizione di materiali diversi prima del colore, l’artista esprime le sue sensazioni ed emozioni, senza incertezze né ripensamenti. In questo modo la sua “pingendi” ci introduce in un mondo fatto di colori e forme, ma anche di impressioni e pensieri, di simboli e di idee, che mai si fermano, ma con fermento evolvono e raccontano il suo “io” più intimo e personale.

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